Tenuta Dalle Ore

Il  bisnonno, Girolamo Dalle Ore acquistò la tenuta nel 1903. Guidato dal grande amore per la sua terra e dalla grande passione per la vite ed il suo frutto fu il primo nella zona a coniugare i principi della qualità (sesto d’impianto, principio della zonazione, tecniche di potatura) con la tradizione millenaria della viticoltura in questa parte della Lessinia. Con lo stesso entusiasmo e il medesimo grande amore per la nostra terra utilizziamo i principi della biodinamica come guida per un’agricoltura rispettosa. Il nostro lavoro avviene nel pieno rispetto di ciascuno dei singoli appezzamenti per produrre dei vini autentici, attraverso una rigorosa viticoltura senza l’uso della chimica e solo tramite la lavorazione del suolo e il controllo delle rese.

Le uve sono coltivate con saggezza, vendemmiate con pazienza e vinificate con passione.

L’esposizione sud, sud-est dei pendii, la struttura geologica del suolo, la brezza sempre presente in quest’area collinare e l’inesauribile antica energia del vulcano, sono i fattori naturali determinanti che concorrono a creare la particolarità del microclima. Sono gli stessi fattori naturali determinanti che concorrono all’originalità di un cru di gran classe. Marco, e la figlia Benedetta Dalle Ore sono la quarta e quinta generazione a succedere nella passione familiare per la terra e per il vino, ogni giorno si applicano nel far perdurare le tradizioni dell’azienda, che sorge sui colli di Trissino (VI), in quella località che da sempre prende il nome di “La Bertolà”.

Regole della Valle dell’Agno per un’agricoltura consapevole

Regola dell’Ambiente:

L’ambiente va curato nel suo insieme, rispettandone la flora e la fauna e al finedi conservarne l’habitat naturale non più dell’80% della superficie può essere destinata a una qualsiasi forma di coltivazione specializzata, mantenendo così almeno il 20% di aree a prato o bosco.

Regola del Terreno:

Per mantenere le specifiche caratteristiche del terreno, che rendono unico ogni vino, non si fa uso di concimi sintetici, erbicidi, insetticidi di qualsiasi tipo, che recano grave danno, alla microflora e alle falde acquifere, oltre ad eliminare indistintamente insetti utili e dannosi.

Regola della Coltivazione:

Le lavorazioni meccaniche hanno il fine di controllare la crescita del manto erboso e di accentuare l’approfondimento delle radici per aumentare la mineralità e l’espressività dei vini oltre alla vitalità e resistenza delle piante. Per la stessa ragione non si fa uso dell’irrigazione.

Regola dell’Uomo:

L’uomo, le sue conoscenze e le sue esperienze costituiscono il legame tra l’ambiente e il terreno. A lui la responsabilità di rispettare nella totalità della sua produzione questi principi di agricoltura consapevole.

Il vigneto è stato mantenuto nel suo originario habitat circondato da boschi e prati. In queste colline coltiviamo vitigni autoctoni quali la Durella e la Garganega e vitigni tipici quali il Cabernet Franc, Pinot Nero e Riesling Renano, secondo un rigido protocollo chiamato Regola della Valle d’Agno, in cui sono stati recuperati gli antichi principi dell’agricoltura locale. La vinificazione segue lo stesso percorso: il minimo intervento possibile. Dalla vite al vino elaboriamo i nostri vini in seno alla proprietà. Dal frutto alla bottiglia lasciamo che si esprima la tipicità del terroir, che si conservi la ricchezza che il suolo del nostro vigneto ha procurato al frutto.

la biodinamica

L’agricoltura biodinamica si fonda su un modo di pensare e di agire che rispetta nello stesso tempo il mondo sensibile e la realtà sovrasensibile e cosmica che agisce in esso; Gli obiettivi che si perseguono sono :

  • cicli delle sostanze il più chiusi possibile
  • la rinuncia all’uso di sostanze chimiche di sintesi
  • la coltivazione di piante adatte alla località
  • la conservazione e l’incremento della fertilità del suolo tramite la concimazione organica
  • l’intensificazione dei processi di regolazione naturale
  • la rinuncia alla specializzazione estrema (per ragioni etiche ed ecologiche)
  • una visione olistica

Ciò si esprime soprattutto:

  • nell’uso dei preparati biodinamici
  • nel processo di compostaggio del concime prodotto in azienda effettuato oramai sempre più spesso anche in agricoltura biologica)
  • nell’uso di pratiche agronomiche adeguate
  • nel rispetto dei ritmi biologici e cosmici

Nell’antichità l’agricoltura aveva un forte significato dal punto di vista del culto: tutti i lavori venivano effettuati al servizio degli dei. In culture successive l’agricoltura rimase una forma di servizio, però nei confronti della collettività; un mestiere legato alla natura che richiedeva enorme responsabilità in quanto la sopravvivenza della popolazione dipendeva dalla correttezza delle scelte fatte da chi gestiva la terra. I contadini traevano le loro esperienze e il loro sapere dall’osservazione delle manifestazioni della natura.

 

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