La Tenuta di Nittardi, era in origine una torretta di difesa nota sin dal XII secolo con il nome di “Nectar Dei”.
Nel XVI secolo fu proprietà del celebre artista rinascimentale Michelangelo Buonarroti che nel 1549, mentre si trovava a Roma per finire la Cappella Sistina, pregò suo nipote Lionardo Buonarroti di inviare a Roma delle damigiane di vino di Nittardi da offrire a Papa Paolo III come “dono genuino” sostenendo egli stesso di preferire “due botti di vino, piuttosto che otto camicie”.
Ed oggi, mezzo millennio dopo la proprietà michelangiolesca, la storia si è potuta ripetere grazie agli attuali proprietari che hanno donato a Papa Benedetto XVI e a Papa Francesco le prime bottiglie di vino provenienti dai vigneti della Maremma Toscana, vino simbolicamente chiamato “Nectar Dei” dal nome originario della antica torre di Nittardi.
Dal 1981 Nittardi è condotta da Peter Femfert e da sua moglie, la storica Stefania Canali, di origini veneziane. Passo dopo passo, Stefania e Peter hanno ridato vita a Nittardi.
I vigneti sono stati via via reimpiantati, nel 1992 l’antica tinaia è stata sostituita da una moderna cantina e, nel corso degli anni, si è consolidato un competente e valido team condotto dall’enologo di fama internazionale Carlo Ferrini e dal direttore commerciale Giorgio Conte. Dal 2013 Leon Femfert, il primo figlio di Stefania e Peter, è impegnato a tempo pieno nell’azienda di famiglia seguendo sia gli aspetti tecnici che quelli commerciali.
Nel 1999 la Fattoria si è estesa anche in Maremma, vicino alla costa della Toscana meridianale, in cui sono stati finora messi a dimora 20 ettari di vigneto con uvaggi autoctoni e internazionali. Da questo territorio provengono due rossi mediterranei di Nittardi: Ad Astra e Nectar Dei. Il 2012 ha anche visto la nascita del primo vino bianco maremmano: BEN, un vermentino in purezza.
I vigneti a Nittardi rappresentano il cuore storico dell’azienda. Questi vigneti continuano a sorprendere negli anni con dell’uva di altissima qualità e questo grazie ad un suolo estremamente ricco di Galestro e a un microclima con escursioni termiche elevate. In totale sono 5 parcelle diverse, il vigneto più giovane (Vigneto Doghessa) è piantato ad alta densità per un totale di 6667 piante/ha mentre gli altri vigneti hanno una densità di circa 5500 piante/ha. La forma di allevamento è a cordone speronato che consente di contenere la produzione ed elevare la qualità dell’uva, con una produzione media per pianta di meno di un 1 kg d’uva che danno una media produttiva tra i 35 e 45 Hl/ha.
Varietà: Si coltivano due varietà diverse: Sangiovese (6 cloni diversi per avere in ogni vendemmia l’ottimo a prescindere dalle condizioni climatiche) e Merlot (3 cloni diversi).
Terreni: Le diverse particelle sono caratterizzate da un suolo argilloso – calcareo. Si tratta di un terreno ricco di scheletro, ovvero di ciottoli e sassi in particolare di Galestro, con argilla fine, poco dotato di sostanza organica, ben drenati, con una capacità di acqua disponibile media. Le particelle caratterizzate da giaciture meno declivi, sono caratterizzate da terreni più profondi e meno ricchi di scheletro. Queste caratteristiche creano un particolare equilibrio tra terreno e clima che consente la maturazione ottimale per il Sangiovese. Un grande Terroir per il Sangiovese!
Vigneti Villa Rosa
Questo antico vigneto è situato vicino all’incantevole borgo di San Quirico a sud di Castellina in Chianti. La maggior parte del vigneto ha più di 50 anni, mentre due piccole parcelle sono state reimpiantate ad alta densità con 6667 piante per ettaro nel 2010 e 2017. Tutti i vigneti sono esposti a sud e i vecchi vigneti sono potati a archetto toscano mentre quelli più giovani a cordone speronato producendo in media 45hl per ettaro.
Varietà: Si coltiva principalmente Sangiovese e nei vecchi vigneti si trovano anche altre varietà autoctone come il Canaiolo, Colorino, Malvasia Nera, Ciliegiolo, Foglia Tonda, Mammolo e il Pugnitello.
Terreni: L’intero vigneto è caratterizzato di un suolo argilloso – calcareo. Si tratta di un terreno ricco di scheletro, ovvero di ciottoli e sassi, in particolare di Galestro e Alberese, con argilla fine, poco ricco di sostanza organica, ben drenati, con una capacità di acqua disponibile media. Queste caratteristiche creano un particolare equilibrio tra terreno e clima che consente la maturazione ottimale per il Sangiovese. Un grande Terroir per il Sangiovese!!
Vigneti Mongibello delle mandorlaie
I vigneti nella Maremma si ritrovano a sud di Scansano vicino a Montiano a otto chilometri dal mare. L’avventura di Nittardi in Maremma è cominciata nel 1999 furono acquistati lo splendido terreno “Mongibello delle Mandorlaie” con l’idea di creare dei vini che riprendono il terroir mediterraneo e selvaggio della Maremma. Tutti i vigneti piantati fino a oggi hanno una densità di 6667 piante per ettaro. La forma di allevamento è a cordone speronato basso per favorire la maturazione dei grappoli che in questa posizione possono avvalersi anche del calore del terreno.
Varietà: Negli anni furono piantate otto varietà diverse: Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Alicante Bouchet, Petit Verdot, Syrah, Merlot e Cabernet Franc e Vermentino. Inoltre abbiamo piantato alcune piccole parcelle con alcune varietà sperimentali per valorizzare al meglio questo territorio unico.
Terreni: L’intero corpo aziendale è caratterizzato da un’unica origine geologica, più precisamente conformazione rocciosa arenarica chiamata Macigno del Chianti caratterizzata da uno spesso strato di sabbia rossastra o ocra che deriva dallo sfaldamento dell’arenaria. Questo tipo di terreno, particolarmente povero in nutrienti e acqua, obbliga le piante ad esplorare il terreno in profondità, quindi ben si adatta a produzioni di uve di alta qualità.
La cantina – costruita a metà degli anni novanta – è una struttura moderna nel rispetto estetico del paesaggio chiantigiano. È stata concepita affinché vi sia la massima cura per le uve in tutte le fasi che seguono la vendemmia. Quest’ultima è effettuata a mano separatamente per ciascuna particella di vigna e per ciascuna varietà
Le uve sono poi trasportate in cantina in piccoli contenitori da 20 kg.
La sala fermentazione è caratterizzata da tini di fermentazione in acciaio inox di capacità massima di 105 Hl. Tutti i tini sono caratterizzati da un sistema di controllo della temperatura che consente fermentazioni alle temperature desiderate, mediamente entro i 28°C per i vini rossi, favorendo così lo sviluppo corretto dei profumi varietali senza l’aggiunto di lieviti. Durante la fermentazione i tini troncoconici rimangono senza coperchio affinché si possano eseguire precise follature (si tratta di un delicato rimescolamento delle bucce con il vino sottostante) su tutto il cappello così da ottenere l’estrazione delle sostanze più nobili delle bucce.
Al termine del processo di fermentazione i vini sono trasferiti in botti di rovere francese e austriaco, botti da 3500 litri Tonneaux da 500 litri e Barrique da 225 litri, dove riposano per l’affinamento. Il tipo di legno utilizzato e la durata dell’affinamento dipendono dal vino, variando tra dodici e ventiquattro mesi. I frequenti controlli organolettici e di laboratorio accompagnano i vini per tutta la loro evoluzione, sino all’imbottigliamento.
Assieme all’ enologo Carlo Ferrini si decidono via via i blend finali e gli imbottigliamenti.
Una volta in bottiglia, l’affinamento prosegue ancora per diversi mesi, variando in base alla tipologia di vino.


