Il mito Ferrari nasce da un uomo, Giulio Ferrari, e dal suo sogno di creare in Trentino un vino capace di confrontarsi con i migliori Champagne francesi.
È un pioniere: è lui che per primo intuisce la straordinaria vocazione della sua terra, lui che per primo diffonde lo Chardonnay in Italia.
Comincia a produrre poche selezionatissime bottiglie, con un culto ossessivo per la qualità.
Non avendo figli, Giulio Ferrari cerca un successore a cui affidare il suo sogno.
Fra i tanti pretendenti sceglie Bruno Lunelli, titolare di un’enoteca a Trento. Grazie alla passione e al talento imprenditoriale, Bruno Lunelli riesce a incrementare la produzione senza mai scendere a compromessi con la qualità.
Bruno Lunelli trasmette la passione ai suoi figli: sotto la guida di Franco, Gino e Mauro, Ferrari diventa leader in Italia
e il brindisi italiano
per eccellenza.
In questi anni vedono la luce alcune delle etichette destinate a entrare nella storia: sono il Ferrari Rosé, il Ferrari Perlé e il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore
La terza generazione della famiglia Lunelli mantiene vivo il sogno Ferrari.
Marcello, Matteo, Camilla e Alessandro guidano l’azienda insieme a un team straordinario con l’obiettivo di innovare nel solco della tradizione, portando Ferrari nel mondo quale ambasciatore dell’Arte di Vivere Italiana.
Profondo legame con il territorio e rispetto per la terra in ogni singolo gesto: tutte le etichette Ferrari sono Trentodoc e nascono esclusivamente da uve trentine coltivate in alta quota secondo i princìpi di un’agricoltura sostenibile di montagna.
Il Trento doc esprime l’essenza delle bollicine di montagna, prodotte esclusivamente con Metodo Classico da sole uve trentine. È la prima Doc nata in Italia per il Metodo Classico e la seconda al mondo dopo la Champagne. Sono 40 i produttori e oltre 100 le etichette riunite sotto il marchio TRENTODOC, nato nel 2007 e promosso dall’omonimo Istituto.
Sul finire dell’estate, quando i grappoli di Chardonnay e Pinot Nero sono maturi, l’uva viene raccolta a mano e portata in cantina, dove viene pressata. È il momento della prima fermentazione, in cui rivivono le note olfattive del vitigno d’origine.
Dopo la creazione delle cuvée, il vino base è imbottigliato e arricchito di zuccheri e lieviti selezionati. Comincia così la seconda fermentazione, quella che dona il perlage. Il riposo della cuvée dura dai due ai dieci anni a seconda dell’etichetta. Nel silenzio della cantina si perpetua il rito del remuage: quell’ottavo di giro quotidiano, indispensabile per fare scivolare verso il tappo il sedimento, che verrà eliminato con la sboccatura. L’opera termina con l’aggiunta della liqueur d’expédition, la ricetta segreta che definisce l’impronta stilistica di ogni cantina.




