La quasi totalità delle viti coltivate nel mondo appartiene al genere Vitis e alla specie vinifera. I focesi, i greci e poi i romani iniziarono a coltivarla lungo le coste del mediterraneo. Dal XV secolo i conquistadores la importarono nel continente americano, gli inglesi la piantarono nel Capo di Buona Speranza e gli inglesi in Australia e Nuova Zelanda.

Esistono oltre sessanta specie del genere vitis tra le quali una parte trasmettono al vino caratteri organolettici. Le varietà americane mostrano una resistenza superiore alla vitis vinifera.
Per avere un vino di qualità, il vitigno selezionato deve integrarsi perfettamente con l’ambiente (suolo, sottosuolo e clima). Una volta considerato questo fattore primario, in cantina, arrivate le uve in uno stato di salute sano, bisogna osservare alcuni criteri come la qualità degli zuccheri ottenuta in funzione della potatura, l’acidità e il rapporto fra gli acidi malico e tartarico, i composti fenolici e il tasso di tannini nelle cuticole. Gli aromi del vitigno che nasceranno soprattutto durante la fermentazione.
Nella seconda metà del XIX secolo le viti europee rischiarono di estinguersi, dovuta alla comparsa di malattie arrivate dal nuovo mondo come lo oidio, la pernospora, marciume radicale e fillossera. Si riuscì a ricostituire i vigneti grazie all’innesto di specie autoctone su varietà americane utilizzate come portainnesti.

Le componenti essenziali per la crescita dela vite sono la densità d’impianto che oggi molto speso la vediamo molto fitta, la disposizione e l’orientamento dei filari, il sistema di potatura, l’utilizzo della palatura e non e tutte l’insieme delle operazioni agricole, dalla sfogliatura per fare passare i raggi di sole al diradamento dei grappoli per ottenere una qualità piu elevata.

Oggi giorno, la scelta del tipo di impianto varia, al sud italia possiamo ancora trovare sistemi ad alberello con potatura corta ed assenza di palatura e densità media, mentre nelle altre zone esistono diversi impianti anche tradizionali comela pergola ma soprattutto si utilizza molto i guyot che permette un alta densità, viti basse tutte in fila che permettono una maturazione migliore grazie ad una esposizione al sole piu libera ed una qualità delle uve elevata.
Ciò nonostante personalmente sono rimasto impressionato dalle tradizionali coltivazioni a pergola che alcune volte a discrezione del produttore, si mantiene un distanziamento da vite a vite più importante in maniera da non stressare troppo il terreno e quindi non dover intervenire piu frequentemente con sostanze chimiche.
